MODULI DI SUPPORTO Premi Ecodesign 2017

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Se è vero che l’innovazione porta sempre con sé certo grado di rischio, è altrettanto vero che la presentazione di opere vincitrici di un premio di design deve avere un certo grado di innovazione.

Lo studio di design barcellonese Morgui-Sunico ha avuto il coraggio e l’immaginazione di mettere insieme queste due presupposti e dargli forma.

Il Dipartimento per il Territorio e la Sostenibilità ambientale della Generalitat de Catalunya, assieme all’Agenzia catalana che si occupa di rifiuti organizzano, da 9 anni, i “Premios Catalunya de Ecodiseño”, un concorso volto a premiare i migliori design ecosostenibili. In tale contesto, vengono premiate le iniziative di aziende e designer che meglio riuniscono i concetti di design e sostenibilità. Per dare visibilità ai premiati viene organizzata un’esposizione itinerante che mostra i dettagli di ciascuna delle iniziative premiate.

Per tale esposizione, lo studio Ferran Morgui e il suo team avevano a disposizione due premesse su cui basarsi per organizzare l’esposizione dei progetti premiati:

  • Visione ecosostenibile e origine riciclata dei mezzi espositivi e
  • Adattabilità modulare ai vari spazi destinati ad ospitare l’esposizione.

L’idea e la soluzione:

Per tale motivo si sono ispirati alle balle di plastica che si accumulano negli impianti di riciclaggio. Tali balle, molte volte di differenti colori vengono compattati e legati per conferirgli una morfologia che permetta aprirli e maneggiarli facilmente.

Basandosi su questa immagine iconica hanno progettato dei moduli gonfiabili in perfetta sintonia con le premesse iniziali, permettendo di riempire lo spazio espositivo in modo elegante e eccezionalmente originale. I moduli sono stati organizzati in due misure che permettono già di individuare visivamente il vincitore e i finalisti, con un codice di colori che identificano ciascuno una delle cinque categorie del concorso.


I moduli gonfiabili sono realizzati con tecnologia stagna (no richiedono un motore per rimanere gonfi) e si sono stabilizzati grazie a una base di legno. I tiranti di colori diversi che “legano” ciascuno dei volumi servono per controllare la deformazione tipica di un gonfiabile e sono stati usati anche per codificare visualmente le 5 categorie di premi.

La prima tappa di tale esposizione è stata proposta nella sala espositiva di Palau Robert a Barcellona dal 20 ottobre al 19 de novembre.

REPLICA DI UN SENO GIGANTE GONFIABILE

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Un seno gigante nel bel mezzo di uno strada di Londra? Sì, talmente assurdo come il fatto che, nel 2017, le madri britanniche si sentano ancora a disagio nell’allattare i propri figli in pubblico.

Questo è il motivo che ha spinto le ragazze di Mother London a portare avanti questa iniziativa lo scorso 26 marzo (il giorno della Festa della Mamma in Inghilterra).

Con l’evocativa replica gonfiabile di un seno gigante hanno voluto richiamare l’attenzione sull’allattamento in pubblico. Secondo loro, sono ancora molti i pregiudizi della società duri a morire riguardo a tale attività. Parallelamente, hanno portato aventi altre iniziative, basate su cartellonistica e messaggi sui social network.

La replica gonfiabile del seno, alta circa 6 m, è stata realizzata con un sistema di aria a flusso continuo. Questa tecnologia si basa nell’unione, tramite cuciture, di vari elementi realizzati in un tessuto impermeabile all’aria. Si gonfia tramite una turbina elettrica a bassa pressione che lo mantiene sempre gonfio. Infine, è stato decorato con la tecnica dell’aerografia manuale. Logicamente la replica gonfiabile disponeva di un ancoraggio importante alla dell’edificio per assicurarne la resistenza al vento.

  

Senza dubbio, l’iniziativa a richiamato l’attenzione dei passanti del quartiere londinese di Shreditch, che si sono affrettati a condividere foto in tutti i propri social network.

GAZEBO PACIFIC NUOVO MODELLO 2017

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Sarà perché non ci piace restare con le mani in mano o perché non ci piace fare sempre la stessa cosa. Per questo motivo, ogni stagione presentiamo un nuovo modello di una delle nostre famiglie di gonfiabili.

Succede che un nuovo modello sia il frutto di una richiesta da parte di un cliente o che sia una proposta del nostro dipartimento di design. A volte un mix di entrambe le cose. Il fatto è che periodicamente ci obblighiamo a lanciare qualcosa di nuovo.

In questa occasione presentiamo un nuovo modello di gazebo gonfiabile. Così che, da qualche mese, il pacific, è entrato a far parte della nostra collezione di gazebo standard.

“Gazebo pacific”

Come sempre, risponde alle premesse abituali richieste dagli eventi: facile da montare, design originale e facilmente personalizzabile. Questo modello lo produciamo in 3 misure differenti: 15 m2, 30 m2 y 60m2

Usi:

Gli usi di ciascuno di questi gazebo gonfiabili dipendono anche dalla misura. Quello piccolo è più indicato come punto di accoglienza o per la vendita di merchandising. Gli altre due sono più indicati per ospitare attività di vendita, promozione e esposizione di prodotti.

Novità:

La novità costruttiva di questo nuovo modello è che le tre misure sono progettate per poter essere unite tra loro attraverso delle porte. In questo modo è possibile formare gruppo compatti di de 2, 3 o più gazebo se l’evento lo richiede.

GEZEBO GONFIABILI PER COSTRUIRE CASE SU MARTE

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Quando gli astronauti metteranno piede su Marte, dovranno rimanere lì per mesi invece che giorni, come succede invece per le spedizioni sulla Luna. La superficie di Marte è soggetta a temperature estreme e la sua atmosfera non offre un’adeguata protezione ai raggi ad alta radiazione provenienti dal cosmo. Gli esploratori che vi si avventureranno avranno quindi bisogno di una protezione efficiente per affrontare le dure condizioni di Marte e di un luogo sicuro da poter considerare come una casa.

L’idea:

Da uno studio pubblicato dalla NASA alla fine del 2016. Si conclude che la soluzione migliore come abitazione per quando tali astronauti arriveranno su Marte sarebbero delle cupole di ghiaccio.

Tale conclusione si basa sul fatto che un guscio di ghiaccio costituisce un filtro perfetto per proteggere gli astronauti dalle avverse condizioni atmosferiche del pianeta rosso. L’acqua è una risorsa facilmente disponibile sotto la superficie di Marte, e pertanto il principale materiale da costruzione non sarebbe necessario trasportarlo dalla Terra.

Sistema costruttivo:

Il sistema costruttivo sarebbe basato in una grande cupola o copertura gonfiabile a doppia membrana. Questa specie di gazebo verrebbe gonfiato sulla superficie di Marte, riempiendo le sue camere di acqua. Infine, si lascerebbe congelare l’acqua di ciascuna camera grazie elle condizioni atmosferiche.

La cupola gonfiabile, grazie alla sua buona relazione peso-volume, potrebbe venire costruita sulla Terra e facilmente trasportata su Marte.

Un’altra considerazione rilevante menzionata dai tecnici che hanno progettato queste cupole è che la superficie translucida grazie al ghiaccio permetterebbe un’illuminazione diffusa naturale all’interno.

LE DÔME LA PRIMA DISCOTECA GONFIABILE SILENZIOSA.

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Discoteca e silenzio sono due concetti apparentemente antagonisti. È difficile immaginare un gruppo di giovani, un sabato sera, che ballano la musica del momento in una discoteca immersa nel silenzio.

Il concetto creato dai due soci di “Le Dôme” dissipa ogni dubbio. Si tratta di una discoteca gonfiabile itinerante in cui ogni persona ascolta la musica con delle cuffie wireless che vengono consegnate all’ingresso del locale. Eureka! Un’idea geniale con moltissime virtù.

Vantaggi del concept:

La copertura gonfiabile può essere montata in pieno centro di una città con l’evidente vantaggio della prossimità e senza che il rumore molesti i vicini.

Il sistema permette agli assistenti di scegliere tra 3 tipi di musica che possono essere modificati in qualsiasi momento a seconda del gusto.

Un ultimo aspetto, che i creatori hanno voluto che fosse uno degli assi portanti dell’iniziativa, è che in questo spazio vengono servite esclusivamente bevande a bassa gradazione alcolica o analcoliche. Mathias e Dominique, i due soci di “Le Dôme”, hanno concepito questo spazio come un luogo dove divertirsi ballando o conversando senza la necessità di tornare a casa in completo stato di ebbrezza.

Tutti questi vantaggi fanno sì che le amministrazioni a cui l’installazione viene proposta la accettino senza nessun problema. Finalmente, pensano, “uno spazio per il divertimento notturno per il quale i vicini non protesteranno per il rumore…”

Design e complementi:

L’idea è completata da uno spazio interno dal design molto “cool” in cui predomina il bianco con pennellate del salmone e nero del logo aziendale. Tutto molto elegante.

L’arredamento dello spazio termina con altri quattro pezzi gonfiabili: posti a sedere, bancone del bar, parte frontale della cabina DJ e arco d’ingresso a forma di cuffie.

 

Dati tecnici della struttura gonfiabile:

Superficie interna: 240 m2

Potenza necessaria: 2,40 kW

Montaggio: 6 pax/6 h

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SPAZI DI LUCE E COLORE. ARCHITECTS OF AIR

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Se dovessi definire rapidamente le strutture gonfiabili di Architects of Air (AoA), direi che si tratta di spazi pneumatici di luce e colore. Spazi creati per vivere sensazioni diverse da quelle che si possono provare con architetture non gonfiabili.

“Un santuario per i sensi”

Alan Parkinson, il creatore di questi incredibili spazi, ha cominciato a sperimentare con le strutture gonfiabili negli anni ’80 e, così come è accaduto a molti fabbricanti di questo tipo di architetture, un giorno si è trovato all’interno di una struttura pneumatica per un qualsiasi motivo tecnico che non conosco o per pura curiosità. Senza dubbio, ha sperimentato l’incredibile sensazione che si prova quando ci si introduce all’interno di un’architettura gonfiabile. La luce esterna viene filtrata dai colori dei tessuti con cui è fabbricata che inondano tutto l’interno.

Con parole dello stesso Parkinson, è stata proprio questa esperienza a spingerlo ad esplorare più a fondo l’effetto fino a quando, nel 1992, ha fondato l’azienda che avrebbe poi sviluppato e commercializzato questo tipo di strutture.

Le architetture gonfiabili di AoA hanno percorso 41 paesi dei 5 continenti e circa 3 milioni di persone hanno avuto l’opportunità di sentire quello che Parkinson aveva scoperto anni prima.

I più di 20 modelli costruiti, dalla prima “Luminaria”, nome con cui fu battezzato il modello originale, sono fabbricati in tessuto di PVC ad alta resistenza e con una colorazione speciale che conferisce loro una translucidità maggiore rispetto ad altri materiali di natura simile. Queste strutture coprono superfici di circa 1.000 m2 e sono completamente transitabili all’interno. Vengono gonfiate mediante turbine di grande portata e si accede al loro interno mediante una galleria a doppia porta.

 

FESTIVAL DEI FIORI. NATALIA SERRA E DIANA RODRIGUEZ.

Proyectos àreacúbica / Proyectos àreacúbica

Temps de flors (Festival dei fiori) è un’esposizione che si svolge ogni anno, dal 1955, nel centro storico della città di Girona. Questa esposizione, che ai suoi inizi era esclusivamente una mostra di fiori naturali in diversi formati a seconda dell’epoca, man mano ha incorporato, soprattutto durante gli ultimi 25 anni, diverse espressioni dall’arte contemporanea in cui il fiore naturale è una delle tante risorse decorative utilizzate.

In occasione della 62ª edizione dell’esposizione abbiamo avuto l’opportunità di collaborare con Natalia Serra e Diana Rodríguez al loro progetto “Flor innominada” (Fiore senza nome).

Il progetto è un’allegoria poetica che simboleggia la natura effimera della vita di un fiore dalla sua nascita alla sua morte, basata su una poesia di Agustí Bartra.

“Hai poco tempo, piccolo fiore, dalla nascita allo splendore e all’avvizzimento. Breve è il tuo viaggio terrestre. Hai un nome? Forse sì. Io preferisco pensare che la botanica lo ignora. Sei il fiore. Sei il fiore senza nome, figlio del caso e della terra, tenerezza che sostiene il cielo”.

Diana e Natalia hanno interpretato la poesia con un fiore gonfiabile di 5 metri d’altezza che fuoriesce da un contenitore di riciclaggio e che, grazie a un compressore e ad un timer, fa in modo che il fiore segua l’allegorico ciclo di gonfiaggio-sgonfiaggio con un ritmo di 1 e 3 minuti, simboleggiando alla perfezione l’idea poetica delle autrici.

Tecnicamente abbiamo costruito il progetto che ci ha proposto Natalia Serra e Diana Rodriguez, rispettando scrupolosamente le dimensioni, il volume e la texture dei colori. Abbiamo apportato tecnologia, materiali ed esperienza per fare in modo che l’effetto di gonfiaggio-sgonfiaggio venisse effettuato in modo adeguato.

Links:

https://www.nsbarquitecta.com/

INSPIRATION INFLATABLE ART – V

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JEFF KOONS: LA BALLERINA SEDUTA

Conosciamo Jeff Koons, per il suo Balloon Dog, la scultura di un cane realizzata in acciaio inossidabile con l’aspetto di un palloncino gonfiabile in mylar. Quest’opera è del 1994 ed è la più iconica di Koons e la sua creazione più costosa mai venduta all’asta (Christie’s per 58,8 milioni di dollari). Il suo avvicinamento al mondo dei gonfiabili risale alle sue prime opere come artista alla fine degli anni ’70. In queste prime opere Koons utilizza direttamente giocattoli gonfiabili come elementi concettuali e, man mano, li porta verso la monumentalità negli anni ’90.

Dal 12 maggio al 2 giugno si potrà ammirare, di fronte all’ingresso del Rockefeller Center di New York, l’ultima scultura dell’artista della Pensilvania. Un’opera presentata dalla “Art Production Fund and Kiehl’s Since 1851” e sponsorizzata da “Tishman Speyer”.

Questa volta Koons si è avvicinato all’oggetto scultoreo dopo un cammino totalmente opposto a quello realizzato per sculture come Balloon Dog, Titi, Balloon Swan o Balloon Rabbit. Invece della scultura in acciaio inossidabile con l’aspetto di un palloncino gonfiabile, per quest’opera si è ispirato ad una bambolina di porcellana russa degli inizi del XX secolo, trasformata in una monumentale scultura gonfiabile di 14 metri di altezza. L’opera fa parte della serie “Antiquity” e si tratta di una terza versione dopo la prima in legno policromo e la seconda in acciaio inossidabile specchiato.

Con la serie di sculture “Seated Ballerina” Koons intende realizzare una versione contemporanea della mitologica dea Venere, simbolo della nozione di bellezza che, in questa occasione, gioca inoltre con l’effetto “specchio”, affinché i passanti si vedano riflessi in essa. Secondo lo stesso Koons:

L’aspetto di riflettività emula l’energia vitale; parla di contemplazione e di cosa significa essere umani. È un pezzo realmente ricco di speranza

Questa è la seconda struttura gonfiabile “vera” che esegue nella sua carriera. Quella precedente era una replica gigante del suo stesso Balloon Rabbit che fu esposta in occasione della sfilata del Giorno del Ringraziamento di New York nel 2007.

   

Dal punto di vista costruttivo, la scultura è realizzata in tessuto di nylon con effetto specchio e dipinta con vernici trasparenti. In parte cucita e in parte saldata, si gonfia con una turbina elettrica da 1.100 W nascosta nel piedistallo della base.

 

INSPIRATION INFLATABLE ART – IV

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WILLIAM FORSYTHE – SCATTERED CROWD

Ogni volta m’interessano sempre di più i lavori che alcuni artisti o professionisti realizzano fuori del loro ambito naturale, specialmente nel territorio artistico.

Tendiamo a pensare che la specializzazione è un valore aggiunto in un professionista e dimentichiamo che la prospettiva e la freschezza con cui qualcuno può affrontare un progetto in un ambito nuovo può essere precisamente il valore superlativo del progetto stesso.

William Forsythe si è formato come ballerino e coreografo ed è un rinomato professionista, il cui criterio estetico ed artistico è indubitabile in base ai molti riconoscimenti ricevuti. Un criterio ed un talento che gli hanno permesso di partecipare in progetti artistici come ”Scattered Crowd”.

Si tratta di un labirinto formato da migliaia di palloni gonfiabili di diverse dimensioni e opacità sospesi per aria e accompagnati da una musica scelta per l’occasione. Tutto questo per coinvolgere completamente il pubblico che si trova nella struttura. Cosi come lo stesso Forsythe spiega, l’obiettivo è quello di forzare il pubblico ad interagire con la struttura fino al punto che palloni, persone e musica facciano parte della stessa opera d’arte.

La disposizione dei gonfiabili richiede lo sforzo di schivare i palloni mentre si percorre lo spazio e implica ad usare tutti i cinque sensi. Ogni persona, oltre ad interagire con i gonfiabili, deve interagire con le altre persone che visitano la struttura e che stanno schivando palloni.

Se un giorno avete l’occasione di visitarla, lasciate il cellulare in tasca, sintonizzate i cinque sensi e sopra tutto, non fate esplodere nessun pallone!!!

 

Links:

http://www.williamforsythe.de/installations.html?no_cache=1&detail=1&uid=22

https://www.youtube.com/watch?v=oV70LwHQVw4

http://www.thisiscolossal.com/2012/11/scattered-crowd-thousands-of-white-balloons-suspended-by-william-forsythe/

VENT’ANNI DI MAGICI MOMENTI

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La proprietà fisica che misura il tempo sembra oggi diversa rispetto a quella dell’anno 1997. C’è la sensazione che vent’anni fa misuravamo il tempo in giornate oppure ore mentre adesso lo facciamo in minuti o secondi, anche se, senza dubbio tale proprietà è statica e intoccabile. Quello che è stato in cambiamento in questi due decenni è stato il punto di vista dal quale vediamo le cose e come le percepiamo. Naturale, dall’altra parte perché evolviamo. Quello che mi stupisce è che ,nonostante tutto vedo le cose da un’ottica diversa da quando iniziammo quest’avventura, non smetto di vivere quel momento magico ogni volta che gonfiamo un nuovo prodotto.

La storia di Àrea Cúbica iniziò a marzo vent’anni fa, in una piccola località a nord di Barcellona, quando un ingegnere cambio l’abbigliamento da meccanico per quello da ‘sarto dell’aria’. Una vecchia macchina cucitrice, un Pc-286, un locale affittato da 50 m2 e tonnellate di frenesia furono gli ingredienti con cui iniziammo quest’avventura.

Perché i gonfiabili? Io credo che in un gonfiabile ci sia una miscela di tre componenti che sono stati il motore di Àrea Cúbica durante tutto il nostro avventuroso viaggio: ingegneria, creatività e “il momento magico”.

L’ingegneria definisce quella parte del progetto che non è stata risolta. È la sfida tecnica che dobbiamo superare se vogliamo costruire il gonfiabile che ci è stato richiesto. Questa parte richiede uno sforzo constante per trovare i tessuti più performanti, duro lavoro per risolvere forme dei modelli base e coraggio per tentare quello che non si è mai fabbricato prima.

La creatività corrisponde alla parte più artistica del prodotto. È il componente che ci spinge a confezionare con quella cucitura, a scegliere quella finitura del tessuto oppure a cambiare il disegno di un prodotto mille volte fino a quando ottenga quel ‘’qualcosa’’ che lo renda diverso.

E alla fine, il ”momento magico”. È pura emozione, ben oltre gli altri due componenti. Ogni volta che finiamo un prodotto, viviamo il procedimento di gonfiaggio come la nascita di qualcosa di nuovo. È una sensazione, un formicolio che si mantiene invariabile da quel primo animale di compagnia gonfiabile fino a la copertura pressostatica che abbiamo sviluppato recentemente in collaborazione con uno dei più prestigiosi studi d’architetti del mondo.